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«Melissa P.» Regina degli incassi
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Letto, visto e ascoltato per voi
«Melissa P.» Regina degli incassi
Giuseppina Manin :: 17 05 06 :: 14:54 T.U.

Ma è polemica sul lancio tv e una «rivale» denuncia l'autrice

Tutti pazzi per Melissa. Melissa P. s'intende, il film di Luca Guadagnino ispirato al libro-scandalo di Melissa Panarello, Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire. Opera prima di una diciassettenne siciliana che vi racconta le sue precoci e autobiografiche (?) esperienze erotiche. E poiché Melissa non si nega niente, dalle orge con gli sconosciuti ai rapporti omosessuali e sadomaso, eccola diventare la Lolita del nuovo millennio. Meno maliziosa ma più trash. Perfetta per vendere libri persino agli adolescenti e mandarli al cinema in tempi in cui il grande schermo sembra faticare sempre più a catturarli. Così, ai primi turbamenti anglosassoni del maghetto Harry Potter, i ragazzi nostrani preferiscono di gran lunga lei, la sporcacciona Melissa. Che, nella prima settimana di uscita nei cinema subito conquista la vetta della classifica Cinetel con un incasso nel weekend di 1.844.256 euro e la più alta media per sala (6.231 euro.)

Scodinzolanti dietro di lei i pinguini imperiali di Luc Jacquet. Il documentario La marcia dei pinguini totalizza 1.087.654 euro realizzando anche la seconda media più alta per sala (3.475 euro), mentre al terzo posto rimane stabile La seconda notte di nozze di Pupi Avati (729.629 euro)

Un successo inatteso, che riporta un film italiano ai vertici del box office, e che lascia prevedere una serie infinita di epigone: Vanesse, Luane, Samanthe. Tutti rigorosamente con diari niente affatto segreti da spifferare. Tutti rigorosamente con l'iniziale del cognome puntato. Che fa tanto proibito. La torbida «O» dell'Histoire scandalo anni '50, insegna

Ma, proprio mentre Melissa ascende ai vertici del box office, la sua autrice, la birichina Panarello si guadagna una querela. Altro grasso che cola nel battage pubblicitario. A citare in tribunale Melissa è l'Antimelissa, al secolo Anna K. Valerio (anche lei con una lettera puntata, e che lettera), 26enne autrice di un pamphlet emblematico fin dal titolo Contro la P.Melissa. Elogio e invettiva. Panarello contro Valerio, P. contro K

K. accusa P. di aver dato alle stampe un erotismo pieno di pruderie moralistica di stampo cattolico. P. ribatte sul sul blog che K., almeno per la foto del risvolto di copertina del suo libro, sembra un viado e dunque come fa a parlare di erotismo al femminile? E aggiunge perfida giocando sempre sul cognome: Valerio è la sua vera identità. Se si guarda bene la foto si ha l'impressione di guardare un viado e non una donna che si ritiene custode suprema dei piaceri e dispiaceri dell'erotismo»

«Ma se avevo scelto quella foto proprio per la sua austerità che faceva da "pendant" agli argomenti scottanti del mio libro...», ribatte Valerio, furiosa anche per altre accuse, stavolta dell'autore del blog, Emiliano Bugatti, di essere di destra dato che la casa editrice dove lavora è di proprietà di Franco Freda

E alla fine, per smentire ogni sospetto «en travestì», K. Valerio allega sul blog una sua foto molto molto femminile, che la ritrae mentre allatta uno dei suoi due bambini. Meno viado di così. Tra le due litiganti, intanto gode la produttrice di Melissa, Francesca Neri: «In cuor mio me lo aspettavo, anzi ne ero abbastanza sicura. Anche se non è stato facile ? dice a commento del successo del film ? A vedere Melissa sono andati i ragazzini ed è quello che volevamo. Un pubblico dai 14 ai 25 anni». Avete persino battuto i pinguini... «Sì ma è diverso - ribatte Neri - . I pinguini avevano un altro pubblico. Noi abbiamo preso i giovani». Più qualche altro esemplare di età un po' più avanzata come quel tizio beccato in sala a far cosacce e denunciato per atti osceni

Infine, altra raffica di proteste e polemiche congiunte dal Moige, l'osservatorio tv del Movimento genitori, dal senatore Bonatesta di An e da Antonio Marziale, presidente del comitato scientifico dell' Osservatorio sui Diritti dei Minori. Tutti concordi nel deplorare la scelta di promuovere il film-scandalo in quel contenitore per famiglie che è «Domenica In» e per di più proprio nella giornata dedicata ai diritti dell'infanzia. Replica di Mara Venier: «L'intervista a Francesca Neri era delicata e garbata. Sul film si è parlato pochissimo e senza toni scabrosi». Ma come avrà fatto?

Giuseppina Manin, Corriere della Sera, 22/11/2005

Fonte: lelibrettedicontrora.it


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